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Sportello Amico

Il Lavoratore

È uscito il numero 1/2017 del Lavoratore: scaricatelo da qui (PDF - 212 kB).

E se ci diranno che la gente incivile
può essere instradata solo col fucile,
noi che già li conosciamo questi apostoli armati
di cui sempre nella storia ci siamo vergognati,
noi risponderemo
noi risponderemo…
No, no, no, no!

LA CUCCAGNA

di Luciano Salce
1962 (104’)

è il nostro omaggio nel cinquantennale della morte di

LUIGI TENCO

“poeta dalla faccia dura e dall’anima tenera”

Giovedì 19 gennaio alle ore 20.30 Casa del Popolo “G. Canciani” v. Masaccio 24

Nei primi anni ’60 poteva succedere che un regista estroso e intelligente, come Luciano Salce, se neinfischiasse del Technicolor e girasse il suo bravo film in bianco e nero; che snobbasse il solito circo degli attori di grido o, magari, delle star internazionali imposte dalla produzione, per ingaggiare invece dei perfetti sconosciuti o un giovane cantante di talento, privo tuttavia di esperienza cinematografica, qual era Luigi Tenco; che si mettesse a fare un buon film con pochi soldi ma con molte idee, solido mestiere e una invidiabile freschezza.Cosa ancor più straordinaria, poteva succedere che perfino la critica più esigente fosse costretta a fare i conti con questo film anomalo e che il pubblico decretasse un buon successo a quel coraggioso regista. Stiamo parlando de La cuccagna, film del 1962 che il Circolo Cinematografico Charlie Chaplin ha scelto come tributo ad una delle voci più anticonformiste del panorama musicale italiano, spentasi il 20 gennaio di cinquant’anni fa, Luigi Tenco, il poeta dalla faccia dura e dall’anima tenera. Il film, che verrà proiettato giovedì 19 gennaio alle 20.30 alla Casa del Popolo di via Masacccio, è un graffiante ritratto dell'Italia del boom economico, degli imprenditori improvvisati, dei loschi finanzieri, dei capitalisti falliti, degli arrivisti senza scrupoli e di tutti i cialtroni, grandi e piccoli, che cercano di arrampicarsi lungo la scala sociale, sfruttando il vento in poppa di una congiuntura favorevole.Il punto di vista di questa "storia semplice", quasi minimalista, sullo sfondo della rampante corsa al benessere, è quello di una giovane ragazza della capitale, Rossella (l'esordiente Donatella Turri), che non ne può più della sua famiglia e che vorrebbe trovarsi un lavoro, per raggiungere l'agognata indipendenza economica.In tasca ha solo un diploma di stenodattilografa, ma è decisa a trovare un impiego qualsiasi, perché non riesce più a sopportare un padre brontolone e di vedute ristrette, una madre insignificante, una sorella che piange sempre, un cognato missino e, per finire - ma è l'unica presenza con cui va un po' d'accordo - un fratello gay, per quei tempi pietra dello scandalo. In tanto squallore non c'è un solo raggio di calore umano, un solo rapporto interpersonale che sia soddisfacente; nessun amico o fidanzato con i quali sfogarsi: in breve, sembra che tutto il cinismo e tutta l'indifferenza di una piccola borghesia egoista e mediocre siano concentrati sul capo della povera fanciulla, per avvelenarle la vita giorno dopo giorno e per soffocare ogni sua aspirazione alla libertà e alla giovinezza.La ricerca del posto di lavoro si rivela ben presto una autentica odissea, un lungo e defatigante peregrinare, nella calura estiva della grande città, da una situazione assurda e deprimente all'altra, da una delusione all'altra. Tutta una galleria di palloni gonfiati, di personaggi improbabili e caratteriali, di arrivisti senza morale e di satiri vogliosi di approfittare di lei, si snoda davanti allo spettatore in un clima fra il satirico e il grottesco, strappandogli un sorriso venato, spesso, di malinconia, se non addirittura di amarezza. Nei frettolosi ritorni a casa, trova sempre la famiglia imbambolata davanti al televisore, a guardare, in religioso silenzio, Carosello e i giochi a quiz di Mike Bongiorno (quanto poco è cambiata l'Italia, in tutti questi anni…) e più che mai lontana dalle sue aspirazioni, dai suoi problemi e dalle sue frustrazioni. L'unica nota diversa e, per certi aspetti, gratificante di tutto quel vagabondare, è la conoscenza con Giuliano (Luigi Tenco), un giovanotto solitario e misantropo, arrabbiato con il mondo intero, il quale ostenta un cinismo che non gli appartiene perché, in fondo, è una persona semplice e di buon cuore, che nasconde il suo disagio esistenziale e la sua cronica timidezza dietro la maschera del ribelle a tutto campo. Nei suoi confronti Rossella nutre un sentimento contraddittorio: è, al tempo stesso, attratta e spaventata da quel ragazzo che non è come tutti gli altri; che ama la vita, pur dicendo di odiarla; che si presenta con disarmante autenticità, invece di nascondersi dietro le mille maschere suggerite dalla furbizia e dall’arrivismo. Anche Giuliano è attratto da Rossella, ma preferirebbe farsi spellare vivo, piuttosto che abbandonarsi a una confessione d’amore, lui che afferma di non credere in niente e che professa un nichilismo tanto estremistico quanto forzato. Giuliano, che suona la chitarra con passione, ha ricevuto da poco la cartolina-precetto e dovrebbe andare sotto le armi; ma non ne ha alcuna voglia, anche perché ciò contrasta con tutte le sue convinzioni più radicate. Per conoscere Tenco, attraverso un personaggio che gli sta addosso come un vestito cucito su misura: schivo, ribelle, amaro, pessimista, ma al tempo stesso generoso, idealista, sognatore e capace di sentimenti profondi e delicati.

la libertà è sempre unicamente la libertà di chi la pensa diversamente
Rosa Luxemburg

FESTA DEL TESSERAMENTO
dell'Associazione "TINA MODOTTI"
e presentazione delle attività gennaio - luglio 2017

VENERDÌ 20 GENNAIO ore 20.00
Casa del popolo - via Ponziana 14 - 1° piano - Trieste

La Festa del tesseramento è un momento importante per l'Associazione sia come momento di informazione, sia per raccogliere le quote associative (dell'Associazione e per la FICC**) che sono il principale introito, oltre ai contributi volontari, atto a sostenere le numerose attività, non avendo -e nemmeno cercando, a dir la verità- alcun finanziamento pubblico: esse sono la garanzia della nostra autonomia.

Nel corso della serata vi sarà anche un intermezzo di letture e canti a cura di Adriana Giacchetti Chiara Minca Gianluca Paciucci e Massimo Serli, condito da vino e succhi, in un momento di convivialità.

Programmazione gennaio - luglio 2017

Tutti gli incontri si terranno presso la Casa del popolo, via Ponziana 14 – 1° piano, tranne quando espressamente segnalato

Eventi da confermare:

PCI LIVORNO 21 GENNAIO 1921

Il 21 gennaio 1921 è stato fondato il Partito Comunista in Italia. In occasione di tale anniversario la Federazione di Trieste del PRC organizza un incontro sui temi dei motivi di quella scelta e sulla conferma delle motivazioni di oggi per costruire una forza comunista capace di operare politicamente.

MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2017
ORE 18.00

presso la Federazione provinciale PRC-SE a Trieste in ViaTarabochia, 3 (I piano). Con l'occasione ci si potra' iscrivere al Partito. Segue bicchierata.

Ennesimo atto di prevaricazione da parte dell’amministrazione comunale

Lo “sfratto” preannunciato alla Casa delle Culture da parte del comune è un atto gravissimo che dimostra come gli attuali amministratori del comune vedano la cosa pubblica. Per loro il potere è senza mezzi termini solo un mezzo per fare i propri interessi e voleri, senza tener conto delle necessità della popolazione e dei cittadini. Che nel caso si tratti di una azione dai chiarissimi motivi solo politici è dimostrato dagli insulti gratuiti lanciati dal consigliere Tujach di “zecche rosse” e di “anarcofancazzisti” verso chi gestisce e chi frequenta la Casa delle Culture. Si tratta cioè solo di un atto di prepotenza, senza altra giustificazione, di un “prevalere” delle simpatie politiche su ogni altra logica, una situazione che, come sotto Mussolini, permette di proseguire solo a chi è allineato con le proprie personali scelte e poi, magari, poter dire che nessun altro esiste.

Cari signori della Giunta Comunale, l’Italia ha già sperimentato questo modo di fare, finendo poi per essere un campo di rovine. Speravamo che oggi, nella diversità delle idee, potesse esserci rispetto, e gli insulti non lo dimostrano, e apertura anche ad altri pensieri, e la chiusura di uno spazio sociale lo esclude. Finalmente dovrebbe essere chiaro a tutti quale è il vostro concetto di democrazia, chissà se agli elettori piace veramente.

VENERDI' 6 gennaio 2017

dalle 18.00 in poi presso la Casa del Popolo “Canciani”
di via Masaccio,24 (Sottolongera)

TOMBOLA DI SOLIDARIETA' PRO:

segue cena... e un occasione per farci gli auguri di un BUON 2017!!!

V PETEK, 6. januarja 2017

od 18. ure v ljudskem domu “Canciani”
ul. Masaccio, 24 (Podlonjer)

TOMBOLA SOLIDARNOSTI ZA:

sledi večerja... in priložnost za izmenjavo voščil SREČNO 2017!!!

BICCHIERATA DI FINE ANNO

Care compagne/cari compagni

mercoledi' 28 dicembre dalle 18.30

presso la Casa del popolo »Canciani« di Sottolongera via Masaccio, 24 si svolgera' la tradizionale bicchierata di fine anno.

Partecipate !!! Saranno disponibili le tessere per il 2017!

TOVARIŠKO SREČANJE OB ZAKLJUČKU LETA

Drage tovarišice/ dragi tovariši

v sredo, 28. decembra od 18.30

vabljeni na tradicionalno tovariško srečanje ob zaključku leta, ki bo v ljudskem domu »Canciani« v Podlonjerju (Ul.Masaccio, 24).

Na razpolago bodo izkaznice za leto 2017!

Il Lavoratore

È uscito il numero 10/2016 del Lavoratore: scaricatelo da qui (PDF - 263 kB).

Ricordo di Fidel

Cari compagni,
invio l'intervento che ho tenuto in ricordo di Fidel, non per fare pubblicità alla mia persona, ma perché penso che possa offrire degli spunti di riflessione sulla Storia di Cuba e del Comandante. Ricordo il prossimo appuntamento del giorno 17, alla Cena del tesseramento a Borgo San Sergio, e vi chiedo cortesemente di confermare la vostra partecipazione.
Fraterni saluti
Alma Masè

Fra poco dovrei compiere novanta anni, non me lo sarei mai immaginato e non è mai stato frutto di uno sforzo, è stato un capriccio del caso. Ben presto sarò come tutti gli altri. A tutti arriverà il proprio turno, ma resteranno le idee dei comunisti cubani come prova che in questo pianeta, se si lavora con fervore e dignità, si possono produrre i beni materiali e culturali di cui gli esseri umani hanno bisogno e che bisogna lottare senza tregua per ottenerli. Ai nostri fratelli dell’America Latina e del mondo dobbiamo far sapere che il popolo cubano vincerà.

Forse sarà l’ultima volta che parlerò in questa sala. Ho votato per tutti i candidati presentati alla consultazione del Congresso e ringrazio per l’invito e per l’onore di essere stato ascoltato. Mi congratulo con tutti e in primo luogo con il compagno Raúl Castro per il suo straordinario impegno.

Riprenderemo la marcia e perfezioneremo quel che c’è da perfezionare, con lealtà trasparente e con le forze unite, come Martí, Maceo e Gómez in una marcia inarrestabile.

Fidel Castro Ruz

19 aprile 2016, alla chiusura del VII Congresso del PCC.

Care compagne, cari compagni, amiche e amici di Cuba,
ho voluto iniziare con le parole di Fidel che, allora, mi sembrarono un presagio. Fidel, come lo abbiamo sempre affettuosamente chiamato in tantissimi a Cuba e nel mondo, se n’è andato alle 10.29 della notte del 25 novembre, 60 anni esatti da quando era salpato assieme a 81 guerriglieri dal porto di Tuxpan, in Messico, alla volta di Cuba per iniziare una Rivoluzione degli umili, per gli umili e dagli umili, entrata di diritto nella Storia, con la maiuscola.

Solo pochi giorni prima il 15 novembre, avevo visto, nei siti cubani d’informazione, una foto che lo ritraeva attento e sorridente, anche se fisicamente provato, mentre riceveva la visita del Presidente della Repubblica Socialista del Vietnam, il compagno Tran Dai Quang.

Anche se razionalmente mi ero preparata da tempo a questa notizia, il dolore nell’apprenderla dai messaggi di amici e compagni cubani mi ha scosso profondamente, unendo il mio a quello del suo popolo e a tantissimi nel mondo. Perché poco può la ragione nei confronti dei sentimenti. Coloro che nel corso di questi anni, in tutte le parti del globo, hanno affiancato Cuba nelle sue battaglie ideali, hanno difeso la sua Rivoluzione Socialista, lo hanno fatto perché animati da sentimenti di solidarietà, da ideali di condivisione, da autentico amore verso quella consistente parte di umanità che soffre e cerca il proprio riscatto. “El amor con amor se paga” come diceva Josè Martí.

Nell’ottobre 1993 ricostituimmo, nella nostra città, il Circolo dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba. Associazione nata il 27 aprile del 1961, 10 giorni dopo il tentativo d’invasione da parte dei mercenari al soldo degli USA a Playa Giron e fra i cui fondatori vi fu anche Vittorio Vidali . Decisione maturata al ritorno da un viaggio a Cuba in occasione del Primo Maggio, quando a L’Avana assistemmo dalla tribuna alla sfilata. Potete ben immaginare l’emozione che ci travolse nel vedere avanzare nel mezzo della prima fila, l’alta figura di Fidel in divisa verde olivo, mentre veniva eseguito l’inno cubano “La Bayamesa”!

Erano gli anni difficili del periodo especial. Già nel 1990 Fidel aveva avvisato che sarebbero andati incontro a “un periodo especial en tiempo de paz”, dovuto alla progressiva caduta dei paesi dell’Est, loro principale interlocutore economico. Dal 1992 Cuba si trovò a poter contare sul 25% delle risorse economiche precedenti. Eppure non venne chiusa una scuola, né un ospedale, nonostante ciò tutti ebbero il minimo vitale garantito!

Pochi allora, avrebbero scommesso sulla sopravvivenza di Cuba e della sua Rivoluzione. In quegli anni abbiamo fatto la nostra parte per aiutare i bisogni materiali della popolazione, con campagne mirate e finalizzate a progetti e con l’invio di donazioni. Oggi continuiamo nel nostro impegno anche contribuendo a far conoscere la sua storia e la sua ricca e variegata cultura.

Ricordo con amarezza i commenti, anche da parte di compagni con i quali condividevamo ideali e percorsi politici, che ci ripetevano che dovevamo rassegnarci, che Cuba sarebbe caduta, che sarebbe stata la fine di un sogno, che ricordassimo la vicina Jugoslavia. Caparbiamente perché conoscevamo la storia dell’isola caraibica, abbiamo continuato nel nostro impegno.

Da quando il 10 ottobre 1868 Carlos Manuel de Céspedes, ricco proprietario terriero suonò la campana de la Demajagua”, bruciò il proprio zuccherificio, liberando i suoi schiavi e al grido di “Viva Cuba Libre!” dette inizio alla Prima Guerra d’Indipendenza, nell’isola iniziò a formarsi il popolo cubano con la propria coscienza indipendentista e ribelle. Questa guerra durò 10 anni.

In quell’anno José Martí, intellettuale, maestro, scrittore, poeta e Apostolo della Libertà di Cuba, aveva 15 anni e a 16 fu imprigionato dagli spagnoli proprio per il suo impegno rivoluzionario e indipendentista che lo portò, dopo il fallimento della seconda Guerra d’Indipendenza detta Guerra Chiquita (agosto 1879-dicembre 1880), ad organizzare, riunendo gli indipendentisti nel Partido Revolucionario, con Antonio Maceo e Maximo Gomez, la III Guerra chiamata la “Guerra Necesaria” che iniziò il 24 febbraio 1895. Il 19 maggio dello stesso anno Josè Martí cadde in combattimento a Dos Rios, nell’attuale provincia di Granma. Fu una guerra dura, combattuta anche a colpi di machete, quella che condussero i “mambises”. Nonostante fossero inferiori per numero agli spagnoli, all’inizio del 1898 avevano praticamente conquistato tutta l’isola. E qui avvenne un fatto che avrebbe segnato negativamente la vita di Cuba per oltre mezzo secolo a venire. Proprio nel febbraio di quell’anno, gli Usa inviarono l’incrociatore Maine a L’Avana per il rimpatrio di propri concittadini. Il giorno 15 il Maine esplose causando 266 morti. Gli Stati Uniti, con i mambises già vincitori, dichiararono guerra alla Spagna, distruggendo la loro flotta a L’Avana e nel contempo occuparono Filippine, Hawaii e Portorico. La pace fu firmata a Parigi il 10 dicembre del 1898 fra Spagna e Stati Uniti estromettendo Cuba.

Da allora l’isola venne occupata militarmente fino al 1902. Fu Washington ad imporre, nella nuova costituzione cubana, l’Emendamento Platt che recitava “Cuba acconsente che gli USA si riservino e mantengano il diritto d’intervento per la conservazione dell’indipendenza cubana ed il mantenimento di un governo solido” ed essa non può stipulare trattati internazionali senza l’approvazione del governo statunitense. A quell’epoca risale la base yanqui nella baia di Guantanamo, tutt’ora esistente. Questo da parte statunitense nell’ottica della “dottrina Monroe” che nel 1823 aveva proclamato la loro egemonia su tutto il continente americano.

Ho voluto ricordare sinteticamente questi avvenimenti della storia cubana, affinché sia chiaro a tutti l’entroterra culturale e politico in cui si è formato Fidel, nonostante fosse figlio di un proprietario terriero di Birán (attuale provincia di Holguín) e, come lui stesso ha asserito nelle interviste con Gianni Minà e con Ignacio Ramonet, per questa ragione avrebbe potuto condurre una vita agiata. Fa parte dell’aneddotica attorno alla sua persona lo sciopero che organizzò con i lavoratori di suo padre, assieme al fratello Raul, quando si rese conto delle loro necessità e delle condizioni precarie di vita che conducevano. Durante la riforma agraria, il primo latifondo espropriato fu proprio quello appartenente alla sua famiglia.

Tornando alla storia di Cuba del ‘900, nell’isola si susseguirono presidenti addomesticati come stabilito dalla cosiddetta “Republica mediatizada”, cioè dipendente dagli USA, ma anche feroci dittatori come Antonio Machado e successivamente Fulgencio Batista, autentici torturatori ed assassini. Il popolo cubano in questi contesti non fu mai remissivo e continuò a ribellarsi, a cercare di organizzarsi politicamente, anche armandosi. Da questi fermenti rivoluzionari, nacque, nel 1953, la cosiddetta “generazione del centenario”, in riferimento ai 100 anni dalla nascita di José Martí, che Fidel organizzò, allora giovane avvocato di neanche 27 anni, nell’attacco alla Caserma Moncada di Santiago de Cuba. Sappiamo com’è andata, che fallì, che Fidel, assieme al fratello Raul e ad altri rivoluzionari venne catturato sulla Gran Piedra, nella Sierra Maestra, dal tenente Pedro Sarria Tartabull che, disobbedendo all’ordine di ucciderli sul posto, al grido di: “Non sparate. Le idee non si ammazzano” li riportò a Santiago dove, il 21 settembre di quell’anno, ebbe luogo il processo. Fidel, in carcere, si fece ritrarre davanti al ritratto di José Martí, come messaggio che la sua lotta era la stessa dell’Apostolo. La sua requisitoria, conosciuta mondialmente come “La storia mi assolverà” è l’elaborazione degli ideali di Martí ed è il manifesto programmatico della Cuba Rivoluzionaria e Socialista.

Purtroppo, sovente chi parla o peggio “blatera” dell’isola caraibica lo fa in totale ignoranza e in malafede senza il minimo sforzo per approfondire e conoscere l’argomento.

Ritornando agli anni difficili del periodo especial, successe incredibilmente che invece di essere lasciata al proprio destino, Cuba e la Rivoluzione Socialista Cubana attirarono le simpatie di una parte consistente del mondo. Mentre dagli Sati Uniti venivano organizzate violazioni di spazi aerei, annunci di futuri sbarchi, anche armati, guerra batteriologica con epidemie inspiegabili per la realtà dell’isola, attentati e quant’altro, sempre più gruppi ed associazioni si stringevano a fianco dei cubani.

Fu nel 1996, durante la conferenza della FAO a Roma, quando Fidel con un breve e concreto discorso bacchettò i cosiddetti grandi per le spese militari, per le distruzioni climatiche, per le devastazioni dei territori che condannavano alla fame intere popolazioni. Concludendo, affermò “Le campane che oggi suonano per coloro che muoiono di fame , suoneranno domani per tutta l’umanità se essa non avrà voluto, o saputo, o potuto essere sufficientemente saggia da salvare se stessa”. Fu il discorso più applaudito e commentato di tutto l’evento. Parlo 8 soli minuti dei 10 assegnatigli.

In quel frangente, come militanti della solidarietà, venimmo invitati a Roma ad un incontro con lui presso l’hotel Holiday Inn della Magliana. Quel 17 novembre è rimasto fra i miei ricordi più cari. Era la prima volta che avevo l’occasione di ascoltare Fidel dal vivo. Ricordo quando entrò nella sala, in doppiopetto blu e cravatta, abito che gli aveva regalato un sarto italiano, suo grande ammiratore, e noi in piedi, applaudendo entusiasti, mentre qualcuno gridò “Fidel sei la nostra dignità”! Rimase sbalordito, commosso, ed iniziò affermando “Voi siete la trincea d’amore nei riguardi di Cuba”. Ovviamente parlò del tema della fame, della denutrizione, del saccheggio delle risorse e fece anche una battuta riguardante le spese incredibilmente alte nel mondo capitalista per il cibo per cani e gatti, asserendo che non aveva intenzione di affamare i nostri amici animali ma proponeva almeno di fare a metà.

In quello stesso anno nella Cuba doppiamente bloccata, sia dagli USA che dal periodo especial, in uno dei centri scientifici de L’Avana stavano mettendo a punto un farmaco l’HEBERPROT-P per curare il piede diabetico ed evitare l’amputazione. Farmaco che in questi 20 anni ha curato centinaia di migliaia di pazienti non solo nell’isola ma in tutta l’America Latina e che a noi, nell’Italia che si riempie la bocca con “diritti umani e democrazia”, è precluso, in quanto supinamente accettante i diktat degli Stati Uniti, che da quello stesso 1996 (democratico Clinton) hanno decretato la perseguibilità di paesi che commerciassero con Cuba, elargendo multe salatissime. Attualmente, qualcosa riguardo a questo farmaco, si sta muovendo giacché immunologi statunitensi si sono indignati ed hanno deciso di disobbedire al blocco iniziando ad importarlo. E se è vero che a Cuba è precluso l’accesso a farmaci perché di fabbricazione statunitense, come quello per la cura del cancro osseo infantile, che come Associazione forniamo ogni anno, è anche vero che a noi è impedito usufruire di quelli prodotto nell’isola che bloccano il proliferare del cancro al polmone, usato con successo da oltre 5 anni.

Negli stessi anni vennero incentivate e create facoltà universitarie d’informatica, vennero aperti i Centros de Joven Computación” , mentre qui i media strepitavano che ai poveri cubani era proibito internet, mentendo spudoratamente o volutamente non informandosi che a Cuba sono preclusi i cavi sottomarini statunitensi. Quindi, necessariamente la connessione doveva avvenire tramite satellite, lenta e costosissima. Da alcuni anni sono arrivati i cavi sottomarini dal Venezuela che dapprima hanno privilegiato i servizi ed i posti di lavoro mentre ora si sta diffondendo il wi-fi in tutta l’isola.

Nel 1997 iniziarono, grazie ai progetti di Eusebio Leal, lo storico dell’Avana Vecchia, importanti restauri di questa parte della città divenuta Patrimonio dell’Umanità nel 1982. Venne costituita una società mista “Habaguanex” con il 51 % cubano ed il restante straniero i cui utili sono reinvestiti per ulteriori restauri, senza che questo centro storico, fra i più grandi del mondo, venisse svuotato degli abitanti che ne sono l’anima. La validità d questi interventi ha avuto riconoscimenti dall’UNESCO.

Il restauro è ancora in corso essendo un’area vastissima e di pregio.

Qui iniziò l’edificazione della città dalla sua fondazione del 1519, che proseguì fino ai primi anni del ‘900. Nel corso dell’ultimo secolo andò incontro a un progressivo degrado. Giova sottolineare che era nei piani di Fulgencio Batista raderla al suolo per costruirvi grattacieli stile Miami. Questo per rispondere ai detrattori che hanno incolpato i Rivoluzionari ed in primis Fidel, dello stato precario degli edifici di questa parte della città.

Anche durante il periodo especial Cuba ha continuato con la solidarietà verso altri popoli e paesi. Dal 1987 sono stati accolti bambini e ragazzi di Cernobyl per essere curati, impegno che continua tutt’ora, a 30 anni distanza dal disastro della centrale nucleare.

Nel novembre 2000 abbiamo avuto modo di visitare la struttura dove sono ospitati, anche con loro familiari, a Tararà, una località sul mare a 20 km da L’Avana. I pazienti non vengono solo curati, ma continuano a studiare, con l’apporto d’insegnanti di madre lingua, coltivano le loro passioni e in quel frangente ci offersero uno spettacolo di danze folkoristiche, esibizioni di canto e di danza classica.

Nella stessa occasione abbiamo anche visitato la Scuola di Medicina Latinoamericana (ELAM) inaugurata l’anno, prima dove studiano gratuitamente ragazzi provenienti da 74 paesi, anche dai rioni poveri degli Stati Uniti. Ragazzi che a casa loro non avrebbero i mezzi economici per poter frequentare la facoltà di medicina e che hanno come unico impegno al loro ritorno di mettersi al servizio di chi ha bisogno. Lo slogan di questa scuola è “Un sogno divenuto realtà”. Quasi 21000 giovani si sono laureati fino ad oggi. Un attuale progetto della nostra Associazione finanzia anche questa importante struttura.

Allora ci trovavamo nell’isola per partecipare al II incontro mondiale di solidarietà con Cuba che vide la partecipazione di 4500 delegati arrivati da 160 paesi. Questo evento era stato organizzato dall’ICAP (Istituto Cubano di Amicizia fra i Popoli), organizzazione che mantiene i rapporti con le associazioni mondiali di amicizia e solidarietà.

Sul palco nel palazzo dei Congressi de L’Avana campeggiava uno striscione con la scritta: “El mundo debería ser un grande abrazo” (il mondo dovrebbe essere un grande abbraccio), frase di José Martí.

Fidel partecipò a tutte le giornate e concluse l’incontro, sottolineando che se Cuba non avesse fatto della solidarietà internazionale il proprio impegno costante, noi non saremmo accorsi così numerosi per partecipare a questo evento. E’ bene ricordare le sue parole semplici ed incisive: “Cuba non elargisce ciò che le avanza, ma condivide quello che possiede”.

La solidarietà internazionale fu una costante sin dal trionfo della Rivoluzione e nel corso dei decenni la collaborazione cubana in progetti umanitari ha cambiato le condizioni di vita di milioni di persone nel continente latinoamericano e non solo. Ricordiamo “Barrio Adentro” in Venezuela, Bolivia e altri paesi latinoamericani, che ha portato medici e personale sanitario ad esseri umani che non avevano mai usufruito di cure, la “Misión Milagro”, sempre negli stessi paesi con interventi oftalmologici di elevata qualità a persone disagiate.

Fu proprio in quest’ottica solidaristica che nel 2001 Fidel suggerì la creazione di un metodo di alfabetizzazione destinato a paesi del sud del mondo. Fu così che Leonela Rélys Díaz, dottoressa in scienze pedagogiche, mise a punto il metodo “Yo si puedo” che ha permesso a 5 milioni di persone di 28 paesi del mondo d’imparare a leggere e scrivere. Nel 2006 è stato premiato dall’UNESCO che ne ha riconosciuto l’efficacia.

Per le stesse ragioni solidali nel 2005 venne costituita la Brigata Henry Reeves, un contingente di medici specialisti in situazioni di disastri e gravi epidemie che negli anni è partita per l’Angola, Haiti, Cile, Pakistan, Guatemala e dovunque fosse necessario il loro intervento. Ricordo che nello stesso anno si offrirono d’intervenire in Luisiana dopo l’uragano Katrina, ma Bush rifiuto il loro aiuto. L’ONU, tra l’altro, ha riconosciuto Cuba come uno dei migliori paesi nell’affrontare le calamità naturali, quali gli uragani che spesso devastano l’isola. L’ultimo è stato il Matthew.

Qui vale la pena fare una riflessione. Mentre la Cuba rivoluzionaria, pur stritolata dal blocco economico statunitense, ha iniziato immediatamente a diffondere la cultura con la massiccia campagna di alfabetizzazione del 1961, ha costruito scuole, creato facoltà universitarie, aperte anche a giovani del terzo mondo, inviato missioni mediche dove ce ne fosse necessità, gli Stati Uniti hanno disseminato il mondo di guerre, hanno creato le famigerate Scuole d’America, come Fort Benning in Georgia, dove sono stati addestrati i torturati e gli assassini delle feroci dittature latinoamericane con la loro scia di morte.

Proprio nell’2005, a fine maggio, Fidel sollecitò i compagni dell’Istituto Cubano di Amicizia fra i Popoli, l’ICAP, ad organizzare in tempi brevissimi, un Incontro Mondiale contro il terrorismo e la manipolazione mediatica. Per uno di quei miracoli che riescono bene ai sognatori, neanche una settimana dopo ci ritrovammo in 700 a L’Avana. Ricevuta la mail di convocazione il giovedì 26, il martedì 31 maggio arrivai nella capitale cubana, assieme ad invitati da altre parti del mondo. L’Incontro si tenne dall’1 al 4 giugno e fu intenso di testimonianze e di denunce. Fra i partecipanti c’erano persone che avevano sofferto sulla propria pelle gli effetti del terrorismo: familiari del volo di Cubana de Aviación esploso alle Barbados nel 1976, Giustino di Celmo, padre di Fabio ucciso in un attentato all’hotel Copacabana, il cui autore è Luís Posada Carríles, nel libro paga della CIA e amico personale della famiglia Bush (Giustino è morto un anno fa a L’Avana senza aver ottenuto giustizia), Javier Couso, militante politico spagnolo, attualmente deputato al Parlamento Europeo d’Izquierda Unida, fratello di José, nel 2003 in Irak come reporter, assassinato dai militari statunitensi che spararono contro l’hotel Palestine, Hebe de Bonafini con le Madri di Plaza de Mayo delle quali tutti conosciamo il coraggio nello sfidare la feroce dittatura di Videla e compari, Martin Almada, paraguayo, educatore, avvocato e difensore dei diritti umani (che significano diritto a vivere un’esistenza degna), militante politico, vittima dell’Operazione Condor, incarcerato e torturato nel suo paese dal dittatore Stroessner. Non è difficile immaginare il coinvolgimento emotivo che ci provocarono le loro testimonianze.

Fidel assistette a tutti gli interventi e ricordo che quando parlò Hebe de Bonafini andò ad abbracciarla con commovente tenerezza.

Nel concludere l’incontro ci avvisò che il terrorismo del 21° secolo avrebbe usato altri mezzi, oltre alle armi e alle bombe, e che saremo stati travolti da uno “tsunami mediatico”, con un’informazione addomesticata e univoca, finalizzata ad addormentare le coscienze che si sarebbero uniformate ai poteri forti. Ci esortò a resistere, a usare tutte i mezzi alternativi possibili per diffondere la verità, a non lasciarci sopraffare dal pensiero unico. Fu profetico se pensiamo a cosa sono oggi i media, sovrapponibili uno all’altro, complici di macellerie sociali, occultatori e manipolatori di notizie.

Il Comandante era informato del piano Bush del 2004 con il fine di annettersi Cuba e contro i paesi dell’ALBA (Alternativa Bolivariana per i paesi dell’America Latina) Venezuela e Bolivia. In seguito nel 2005, il Dipartimento di Stato USA ha stanziato milioni di dollari per addomesticare l’informazione attraverso il CIMA (Centro per l’Assistenza ai Media Internazionali) destinati ad oltre 70 Paesi. Tali finanziamenti sono continuati anche con la presidenza Obama. E’ questa la chiara risposta al cambio di linea editoriale di tante testate.

A fine luglio 2006, mi accingevo a partire per L’Avana dov’ero stata invitata dall’Istituto Cubano di Amicizia fra i Popoli, a partecipare all’evento per l’80simo compleanno del Comandante, quando il giorno 31 le agenzie di stampa mondiali avevano battuto la notizia della sua malattia. Partì ugualmente ed allora non ebbi alcun dubbio che Fidel avrebbe resistito anche in questo frangente. Lui, che aveva superato indenne 638 attentati da parte della CIA, con l’avallo dei vari governi degli Stati Uniti, sarebbe uscito vincente anche questa volta. In quell’occasione ebbi la conferma del grande affetto del popolo cubano verso il suo leader. Nella capitale, nonostante esistesse l’allarme e vi fossero delle navi della marina statunitense al largo de L’Avana, la vita continuava con i soliti ritmi tranquilli, mentre alle finestre, sulle porte delle case erano appesi messaggi d’augurio per la salute e per il compleanno di Fidel. Messaggi spontanei, scritti a matita, a penna, nulla di prestampato o ufficiale. Ministri di tutti i culti religiosi si erano raccolti nella cattedrale della città in una preghiera collettiva per la sua salute, mentre i babalawos (i sacerdoti yoruba, la religione afrocubana comunemente conosciuta come santeria) celebravano riti propiziatori rivolgendosi agli orishas (i santi). Ebbi modo di assistere ad una preghiera ad Obatalà (nel sincretismo la Vergine della Mercede), simbolizzata da una colomba bianca. Questa era popolarmente era considerata la protettrice di Fidel. Quando l’8 gennaio 1959 arrivò a L’Avana, mentre teneva un discorso, una colomba bianca gli si posò sulla spalla destra e questo venne interpretato simbolicamente come una benedizione da parte della divinità orisha.

La sera del 12 agosto, sul Malecón, il lungomare de L’Avana, venne organizzata la “Cantada por la Patria” nel Parco della Dignità, costruito nel 2000, durante la vicenda del piccolo Elián Gónzales, di fronte a quella che è l’Ambasciata degli Stati Uniti e che allora era l’Ufficio d’Interessi (edificato in epoca della presidenza Carter). Grandi artisti cubani si esibirono di fronte a decine di migliaia di persone, testimoniando con canzoni e poesie il loro affetto e il loro augurio per il Comandante.

Intanto le notizie sul suo stato di salute erano confortanti e i giornali e la televisione diffondevano immagini della visita di Hugo Chavez, accorso al suo capezzale, che conversava con lui.

Partì fiduciosa nel suo recupero, certa che lo avremo rivisto nella sua uniforme verde olivo, come nella foto che abbiamo esposto. Foto che venne scattata da Gianfranco Ginestri, compagno della nostra Associazione di Bologna, il 12 agosto 1996, alla vigilia del 70° compleanno di Fidel. Se lo trovò davanti all’improvviso e con una macchinina fotografica usa e getta, lo immortalò sorridente e con il gesto spontaneo di saluto. Anni dopo seppe da parte del figlio Fidelito, che amavano molto questa istantanea perché l’unica nella quale il padre avesse guardato l’obiettivo. Ginestri, che è anche giornalista free-lance, è stato lo “scopritore” di Gino Donè Paro, “el italiano” della spedizione del Granma, divenendone grande amico.

Purtroppo il Comandante non apparve più, com’eravamo abituati a vederlo. Dal marzo 2007 iniziò a scrivere le sue riflessioni, pagine di lucide analisi su vari argomenti e nel febbraio 2008 annunciò la rinuncia alla presidenza, diventando un privato cittadino, el compañero Fidel, anche se continuava ad essere un attento osservatore e commentatore della realtà mondiale attraverso i suoi scritti.

Fidel nei giorni scorsi è partito per l’ultimo viaggio, rifacendo a ritroso quella “Carovana della Libertà” che nel 1959 aveva percorso da Santiago de Cuba a L’Avana. Immagini toccanti hanno attraversato il web, d’immense concentrazioni di folla accorsa a salutare il Comandante. La Piazza della Rivoluzione de L’Avana, che contiene comodamente 1.500.000 di persone, è risultata troppo piccola, con fiumane di gente nei viali adiacenti.

Se n’è andato lasciando l’isola con la 25ma vittoria nella votazione contro il blocco statunitense, 191 paesi a favore di Cuba e 2, a sorpresa, astenuti: USA ed Israele; con un’aspettativa di vita per i cubani di 80 anni per le donne e 78 per gli uomini; con un tasso di mortalità infantili del 4,2 per mille. E con riconoscimenti importanti da parte dell’UNICEF: unico paese dell’America Latina e dei Caraibi che ha sconfitto la denutrizione infantile e che garantisce i diritti dei bambini, nonché il migliore dell’aerea per l’esistenza delle bambine, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito il suo sistema sanitario da prendere ad esempio per tutti i paesi del mondo e ha confermato che l’isola ha eliminato la trasmissione del virus HIV da madre a figlio. L’UNESCO a sua volta ha riconosciuto come l’unico paese in America Latina a garantire l’educazione a tutti. Questa organizzazione pochi giorni fa ha dichiarato la “rumba cubana patrimonio immateriale dell’umanità”, che va ad associarsi alla “tumba francesa” e agli altri 9 siti riconosciuti negli ultimi 30 anni. ONU, UNICEF, OMS e UNESCO: non certo pericolose associazioni “no global”!

A coloro che ora si chiedono “Cosa succederà?” voglio rispondere con le parole di Aleida Guevara, figlia del Che, da una recente intervista al Fatto Quotidiano:

Quante volte in Europa mi hanno chiesto: cosa succederà a Cuba quando Fidel Castro non ci sarà più? Ho sempre risposto: un popolo decide di fare una rivoluzione socialista a 90 miglia dall’impero più forte di questo pianeta e resiste all’embargo più criminale della storia dell’umanità, non perché esiste un uomo ma perché ha coscienza sociale.

Ci sia o non ci sia Fidel Castro, il popolo cubano ha un livello culturale sufficiente per non lasciarsi ingannare. Il merito di Fidel Castro è stato quello di costruire una coscienza di Popolo.

Concludo, compagni e amici, con queste parole:

Parlate spesso di diritti umani, ma è anche necessario parlare dei diritti dell'umanità. Perché alcune persone camminano a piedi nudi, in modo che altri possano viaggiare in auto di lusso? Perché alcuni vivono trentacinque anni, in modo che altri possano vivere fino a settant'anni? Perché alcuni sono miseramente poveri, in modo tale che altri possano essere estremamente ricchi? Parlo in nome dei bambini che nel mondo non hanno un pezzo di pane. Io parlo in nome dei malati che non hanno alcuna medicina, di coloro i cui diritti alla vita e alla dignità sono stati negati" -Fidel Castro

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE! YO SOY FIDEL!

Comunicato stampa

La federazione di Trieste del PRC-SE plaude al risultato referendario, che ha dato un segnale di fedeltà e rispetto verso la Costituzione nata dalla Resistenza che dice che compito della Repubblica è “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della società e della persona nonché l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Ora si tratta di dare nuovamente corpo a questa premessa essenziale, abolendo la legge Fornero, eliminando il Jobs Act e i voucher, ridando garanzie di lavoro e stabilità a tutti i lavoratori. A questa ultima tornata referendaria hanno preso parte a Trieste quasi 10.000 cittadini in più rispetto alle elezioni comunali, il 14,5 %. Sono sicuramente gran parte voti di una sinistra che era delusa e stanca. Oggi che il motivo per riprendere le speranze c’è, si auspica che questa sinistra sappia uscire nuovamente allo scoperto e al lavoro. Per una nuova politica, che tenga conto delle esigenze del territorio, senza imposizioni dall'alto onde non incorrere nuovamente in inconvenienti causati per troppa approssimazione come ad esempio l'abolizione della Provincia di Trieste, che sta causando gravi disagi ai Comuni ed agli abitanti.

Peter Behrens,
Segretario provinciale del Partito della Rifondazione comunista – Sinistra Europea

Comunicato stampa

Il PRC-SE invita i cittadini a votare al prossimo referendum come atto di democrazia effettiva e non di delega alle istituzioni del potere di decidere. L’invito, coerentemente con le posizioni del Partito, che sono di difesa della Costituzione e dei valori che la hanno sempre distinta è quello a dire no ad una “riforma” che ne stravolge il senso, assegnando poteri enormi e incontrollabili al governo del momento.

Comunicato stampa

La morte di Fidel Castro, già presidente di Cuba, è un grave lutto per chi desidera un mondo libero e senza imposizioni da parte degli stati più forti su quelli più deboli. La rivoluzione cubana, di cui era comandante in capo, è stata soprattutto decolonizzazione e ricerca di un modo di vivere diverso, libero da pressioni esterne e legato alle risorse del territorio usate per tutta la società. I comunisti di Trieste, nell’esprimere il proprio cordoglio alla famiglia ed al popolo di Cuba invitano che lo desidera a sottoscrivere il libro d’onore presso le case del popolo: di Borgo San Sergio in via di Peco nr. 14, (da martedì a domenica 17.00-20.30), di Ponziana in via Ponziana nr.14,( da martedì a domenica 11.00-15.00 e 18.00-20.00), di Servola in via di Servola nr. 114 ( da lunedi' a sabato 11.00-20.00) e quella di Sottolongera in via Masaccio nr.24 (da lunedi' a sabato 17.00-21.00) e presso la sede del PRC in via Tarabochia 3 (da lunedi' a venerdi' dalle 9.30 alle 13.00), alla casa di cultura a Prosecco (giovedi' 8 dicembre dalle 13.30 alle 19.00) e a Muggia.  Le firme raccolte entro il giorno 17 dicembre saranno poi consegnate all’ambasciata cubana.

Martedi' 6 dicembre alle ore 18.00 in via Tarabochia nr. 3 presso la sede provinciale del PRC si svolgera' un'iniziativa su Fidel e Cuba con Alma Mase, la segretaria di Trieste dell'Associazione Italia Cuba, e Iztok Furlanič partecipante alle brigate internazionali di lavoro volontario a Cuba per tre mesi.

Comunicato stampa

Di fronte ad atteggiamenti di fatto razzisti, come quelli messi in atto dall’attuale giunta triestina e dai partiti che la compongono si rimane letteralmente senza parole. Poveri esseri umani, che già nulla hanno, a parte i vestiti che indossano, vengono cacciati di prima mattina dal riparo che avevano costruito, inadatto e pericolante, ma esistente. Mandati al freddo, sotto il cielo, bello o brutto che sia. Poi magari li si caccerà anche dalle strade e dalla città. Non facevano del male a nessuno dormendo nel Silos, cacciarli senza fornire loro una soluzione temporanea è un invito ad arrangiarsi in qualunque modo. Non c’è da stupirsi che magari qualche associazione criminale li “arruoli” e ne faccia carne da lavoro. Chi non ha nulla da perdere può essere costretto a fare qualsiasi cosa. Magari pacifici ed innocui adesso si che possono diventare  un pericolo, perché devono arrangiarsi, come possono. Mentre altre istituzioni pubbliche, assieme ad ICS e Caritas si stanno adoperando per trovare altri luoghi e spazi di accoglienza, il Comune non fa altro che spostare il problema dal Silos all'esterno. Perché, se al Silos non possono stare, il Comune non appronta un paio di sale dei magazzini del porto vecchio, ormai di sua proprietà, come alloggio temporaneo? Una ventina di brande, una stufa per il riscaldamento, una cucina da campo, un allacciamento all’acqua e queste persone vivrebbero come esseri umani, non come bestie. Ma ai nostri “difensori dell’occidente” questo non interessa. I migranti sono bestie, per loro, non esseri umani che scappano da luoghi di morte, tortura e distruzione. Se poi, ridotti alla disperazione, questi disgraziati commetteranno qualche crimine, si ricordino i vari assessori, che la colpa è solo di chi non li ha saputi integrare e poi chiedere a loro il rispetto della città che li ha accolti.

Peter Behrens
Segretario provinciale di Rifondazione Comunista

PER SAPERE LE COSE CHE NON OSATE CHIEDERE SUL REFERENDUM

Per discuterne insieme e vedere come sfuggire ai ricatti del governo e alle riforme distruttive che ci impone

MERCOLEDÌ 16 NOVEMBRE
in Via Tarabochia 3 I° piano
(sede provinciale di Rifondazione Comunista)

PAOLO FERRERO
segretario nazionale del PRC
IL NOSTRO NO, CHIARO E FORTE PER UN’ITALIA DEMOCRATICA
E PER DIFENDERE LA COSTITUZIONE
del lavoro, dei diritti, della cultura, del sapere

Perché gli enormi problemi dell’Italia non si risolvono certo con un senato di nominati ne con l’eliminazione delle provincie, organismi intermedi che garantiscono anche i piccoli comuni contro lo strapotere delle mega città, ma combattendo seriamente criminalità organizzata, corruzione, evasione ed elusione fiscale e contributiva.

Perché si inizino non grandi opere ma recupero e messa in sicurezza dei territori con piccole opere di ripristino ambientale e di adeguamento strutturale degli edifici e delle infrastrutture, che non invogliano la criminalità organizzata e fanno ripartire l’occupazione e la crescita sociale.

Il 4 dicembre vota NO

In serata alle ore 20.00 incontro con iscritti e simpatizzanti presso la Casa del popolo Canciani di Sottolongera (via Masaccio 24)

Il Lavoratore

È uscito il numero 8/2016 del Lavoratore: scaricatelo da qui (PDF - 1,7 MB).

CASA DEL POPOLO “Z. PERELLO” VIA DI SERVOLA, 114 DOMENICA 6 novembre dalle ore 18.00

“Pace, internazionalismo, diritti, istruzione, cultura e lavoro. I sogni ancora attuali dei rivoluzionari Bolscevichi”

Interverrà il compagno Peter Behrens, segretario della Federazione di Trieste del PRC. Seguirà una bicchierata.

V NEDELJO, 6. novembra ob 18.00 V LJUDSKEM DOMU “Z. PERELLO” v Škednju (ul. Di Servola, 114)

»Mir, internacionalizem, pravice, šolstvo, kultura in delo, še vedno aktualne sanje bolševističnih revolucjonarjev”

Posegel bo tov. Peter Behrens, pokrajinski tajnik SKP. Sledi tovariško druženje.

CASA DEL POPOLO “G. CANCIANI” SOTTOLONGERA V. MASACCIO, 24
LUNEDI' 7 novembre dalle ore 18.30

“Pace, internazionalismo, diritti, istruzione, cultura e lavoro. I sogni ancora attuali dei rivoluzionari Bolscevichi”

A seguire cena di autofinanziamento. Chi desiderasse fermarsi anche per la cena è pregato di prenotare tra le 17.00 e le 21.00 alnr. 040 572114 (Casa del Popolo) oppure Arianna tel. 3382585746.

V PONEDELJEK, 7. novembra oB 18.30 V LJUDSKEM DOMU “G.CANCIANI” v Podlonjerju (ul. Masaccio 24)

»Mir, internacionalizem, pravice, šolstvo, kultura in delo, še vedno aktualne sanje bolševističnih revolucjonarjev”

Sledi večerja in tovariško druženje. Tovariši, ki bi se radi zadržali na večerji so zaprošeni da rezervirajo na štev. 040 572114 med 17.00 in 21.00, ali tel. tov. Arianna 3382585746.

Nella Casa del Popolo A. Gramsci di Ponziana (Via Ponziana, 14) sabato 5 novembre si celebrerà il

99° Anniversario della Rivoluzione sovietica d'Ottobre del 1917

Interverrà il compagno Peter Behrens, segretario della Federazione di Trieste del P.R.C.

Alla serata che inizierà alle ore 18.30 sono invitati gli iscritti e i simpatizzanti, seguirà una bicchierata.

NE ONESPOSABLJANJU USTAVE

4. decembra bo volilni referendum o onesposobljenju Ustave, ki ga je vsilila Renzijeva vlada. Mi bomo glasovali NE, ker ta “reforma” ukinja democracijo: Renzi hoče “enega samega moža na povelju”, kot se je dogajalo v najbolj mračnih obdobjih naše zgodovine. Senata ne bodo ukinili, pač pa bodo ukinili pravico občanov, da lahko izvolijo senatorje, s predlaganim novim volilnim zakonom za Poslansko zbornico pa bo lahko stranka, ki doseže 25% glasov, pridobila 54% razpoložljivih sedežev: celotna oblast bo koncentrirana v rokah maloštevilnih.

Renzi, namesto da bi znižal dohodnine parlamentarcev, ukinil doživljenjske odškodnine in privilegije, krči možnosti občanov o soodločanju pri izbirah, ki jih zadevajo neposredno. Onesposobljenje Ustave, ki je nastala iz Odporništva je sklepno dejanje dolgoletnih napadov na delavke in delavce: od prekernost do svobode odpuščanja iz službe, od kleščenja do raznovrstnih privatizacij. Tu so še zakon Fornero o pokojnina in podpis evropskih sporazumov, ki so ljudstvom odvzeli suverenost in jo prenesli na banke in multinacionalke.

Sedaj nameravajo celo podpisati z ZDA sporazum TTIP – na osnovi katerega bi lahko dokončno privatizirali zdravstvo in družbene storitve ter uničiti kakovostno kmetijstvo. Obstaja zelo tesna povezava med izvotlitvijo demokracije in uničenjem socialnih pravic ter pustošenjem javnih dobrin in okolja.

Prenesti oblast v roke maloštevilnih služi le interesom peščice: svetovne finance in multinacionalk.

BRANI SVOJE PRAVICE, ZAŠČITI USTAVO, GLASUJ NE!

Napad na demokracijo in na pravice se opravičuje, tako da se ponavlja, da ni denarja, da je kriza in moramo varčevati. To je laž:

DENARJA JE DOVOLJ

Bogataši so s krizo postali še bogatejši, kot je razvidno iz objavljenih seznamov tistih, ki svoj denar odnašajo v davčne oaze. Nadaljujejo se velike davčne utaje in v resnici jim nihče ne kljubuje, tako kot se stalno večajo dobički velikih podjetji, ne da bi jih slednja ponovno investirala v razvojne projekte. In kot da bi ne bilo dovolj posoja Evropska Centralna Banka brezobrstno kar 80 milijard evrov zasebnim bankam (temu pravijo Quantitative Easing), ampak od tega revni ljudje ne dobijo ničesar.

DENARJA JE DOVOLJ, ZATO KOMUNISTČNA PRENOVA ZAHTEVA:

KROŽEK SKP-EL OBČINE DOLINA

Draga tovarišica/dragi tovariš, toplo vabljen/a na

AKTIV ČLANIC in ČLANOV ter SIMPATIZERJEV SKP-EL

ki bo v četrtek 27. oktobra, ob 19.30 v gledališču Prešeren v Boljuncu.

Pridi, da...se srečamo, se pogovorimo o stanju v občini, o volilni kampaniji za NE, o aktualnih problemih, itd...

Za vse, ki niso še obnovili članstva, oziroma, bi se želeli včlaniti, bodo ob tej priliki na razpolago izkaznice SKP-EL.

Tvoja prisotnost je zaželena in važna!!!
Tovariški pozdrav

CIRCOLO PRC-SE del COMUNE DI DOLINA

Cara compagna/caro compagno Ti invitiamo all'

ATTIVO delle ISCRITTE e degli ISCRITTI e SIMPATIZZANTI del PRC-SE

giovedi' 27 ottobre – ore 19.30 presso il teatro Prešeren a Bagnoli.

PER... incontrarci, per discutere sui problemi del nostro comune, sulla campagna per il NO al referendum, ecc...

A conclusione dell’incontro saranno disponibili le tessere del PRC-SE per coloro che non avessero gia' provveduto.

La Tua presenza oltre che gradita e anche importante!!!
Saluti comunisti

Martedì 18 ottobre 2016, alle ore 18.30 presso la Casa del Popolo “Antonio Gramsci” di Via Ponziana n. 14 proiezione del documentario

“TODO GUANTANAMO ES NUESTRO”

(2016, 37’, v.o., s/t italiano)

Interverrà l’autore HERNANDO CALVO OSPINA giornalista e scrittore colombiano, residente in Francia, dove è Presidente dell’Associazione Francia-Cuba. Ha scritto numerosi libri su tematiche latinoamericane e antimperialiste. Ingresso libero.

Comunicato stampa

Non abbiamo dubbi sul fatto che sulla morte di Giulio Regeni sarà difficile fare effettiva e convincente luce. Troppi interessi si scontrano oggi in Egitto, e probabilmente nessuno in quella situazione è veramente innocente. Ma aver tolto lo striscione che chiedeva verità sull’uccisione di quel giovane italiano è una vergogna soprattutto per le motivazioni addotte. Alla barbarie non ci si può assuefare, se il comune intendeva modificare le forme di pressione (non basta certamente mettere un piccolo avviso sul sito WEB, visibile solo da chi lo visita) avrebbe dovuto indicare in che modo intendeva farlo, ad esempio promuovendo il boicottaggio sulle merci provenienti dall’Egitto…

Il centro-destra con questa decisione ha dimostrato che della morte di un connazionale ucciso in quel modo violento e criminale non desidera conoscere motivi e autori.

Certo un modo molto strano di tutelare gli Italiani all’estero.

Comunicato stampa
"A volte ritornano"

Il progetto TAV sul Carso,è già stato due volte cassato dal Ministero per l'ambiente con valutazione di impatto ambientale negativa, già dichiarato irrealizzabile dal ministro per le infrastrutture ed i trasporti che ha parlato di realizzabile solo opere leggere di scarso costo per velocizzare il tratto da Ronchi a Aurisina. Ebbene, il mostro rispunta. In un documento ministeriale di afferma che la velocizzazione consisterebbe in pratica nel realizzare quanto previsto dal progetto TAV-TAC del 2010, quello definito troppo impattante. Ebbene, sarebbe interessante sapere chi viene preso in giro? Non sarà che, di pezzetto in pezzetto si conta di realizzare comunque l'opera?

Ebbene in aiuto interviene anche il progetto di legge in discussione in Consiglio regionale col titolo "Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della geodiversità, del patrimonio geologico e, speleologico e delle aree cariche", in cui, all'art. 17 si prevede chiaramente che le disposizioni di tutela NON valgono per la realizzazione di grandi infrastrutture di interesse nazionale. Come dire che le opere più devastanti e inquinanti sono superiori a tutto.

INCONTRO PUBBLICO con LUCIANA CASTELLINA al CAFFE' SAN MARCO

Luciana Castellina sarà a TRIESTE martedi 4 ottobre per partecipare all'incontro-dibattito sul tema "Un percorso unitario per una sinistra plurale" alle ore 11.30 al Caffè San Marco in via Battisti 18 . L'incontro è stato promosso dal circolo del Manifesto di Trieste "Raffaele Dovenna". Modererà il dibattito PIERLUIGI SABATTI.

Il PRC-SE aderisce ed invita tutti a partecipare al presidio in difesa dello spazio libero del Kurdistan, a cavallo tra Turchia e Siria. In quell'area, oggi sotto attacco pesante dell'esercito turco, viene sperimentata una nuova forma di vita sociale che tende ad escludere ogni integralismo religioso, riconosce la pairtà di uomo e donna, è un efficace barriera contro l'espansione di Dahesh (ISIS). Contro l'estendersi delle forze oscurantiste è dovere di tutti i democratici denunciare il tentativo di cancellare questa esperienza e questa speranza per una vera pace nell'area. Appuntamento per informarsi sulla realtà della Rojava sabato dalle 16.30, piazza della Borsa a Trieste.

Il Lavoratore

È uscito il numero 7/2016 del Lavoratore: scaricatelo da qui (PDF - 511 kB).

Comunicato stampa

Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea federazione di Trieste esprime piena solidarietà al Comitato Danilo Dolci, invitando tutti i cittadini ad essere presenti domenica 18 settembre alle ore 18.00 in piazza Unità per dimostrare contro il divieto da parte del Comune di utilizzo di quella piazza in cui Mussolini preannunciò le criminali leggi razziali nel 1938. Voler spostare la manifestazione in altro luogo è chiaramente un abuso di potere in quanto non spetta certamente al Comune decidere quali siano i luoghi in cui le Associazioni ed i Partiti sono tenuti a svolgere le proprie manifestazioni. Del resto non c'è nulla da stupirsi in un 'Italia in cui un operaio che difende il proprio diritto al lavoro viene ucciso perché non si può bloccare il profitto che sul suo lavoro vine costruito. Il primo gradino per la dittatura è quello di mettere sotto controllo ed impedire la libertà di manifestazione.

Renzi e fantasie

Sul Piccolo di domenica 4 settembre è stata data la notizia che la “ripresa”, se mai c’è stata, è finita. Questo anche se solo due giorni prima si era detto che invece il PL riprendeva a crescere anche se di poco, ma in modo significativo, in quanto erano aumentati i fatturati dei servizi: non quantità e qualità, solo i fatturati cioè il coso dei servizi stessi.

Ma si sa le statistiche economiche sono una scienza inesatta legate ai parametri di riferimento che sono diversi per ogni società di valutazione, per nulla di nuovo fin qui. Neppure si può parlare di grandi novità sul piano delle proposte del governo. Se si dice che va bene bisogna andare avanti con privatizzazioni dei beni pubblici, riduzione dei diritti dei lavoratori (“pardon” riforme del lavoro si dice oggi), e manovre sul fisco in modo da ridurre sempre più i servizi garantiti a tutti i cittadini per farli fornire solo ai cittadini che possono pagare. Quando qualcuno dice che va male allora si dice che non si è fatto abbastanza in quei campi e che si deve andar avanti con le “riforme!”. In più Renzi dice che è necessario cambiare la Costituzione, come se la presenza del senato elettivo (dopo ci sarà comunque un senato solo i cittadini non potranno più scegliere i loro rappresentanti) fosse un ostacolo agli investimenti all’onestà fiscale e alla creazione di posti di lavoro. Scusi signor primo ministro, ma il collegamento logico tra i due fatti ci manca.

In compenso, nel nome della libertà di impresa, dopo che il governo ha fatto esattamente quanto Marchionne voleva sul piano della “flessibilizzazione” del lavoro, arriva la notizia che la dirigenza di Exor, la finanziaria degli Agnelli, si trasferisce in Olanda ma, assicura un sorridente Elkan, non è per pagare meno tasse, Exor sarebbe già un guscio vuoto perché gli interessi della famiglia sono già da tempo in Olanda.

In compenso domenica Marchionne era a Monza, magari applaudito dai tifosi della Ferrari, e nessuno del governo ha pensato di chiedergli di pagare le tasse in Italia e di riportarvi le aziende ecc.

A già, dimenticavo, il senato è ancora elettivo, per questo lui e gli Agnelli stanno all’estero coi loro soldi…

Ma ci facciano il piacere, avrebbe detto Totò.

MERCOLEDI' 7 SETTEMBRE ALLE ORE 19.00
presso la CASA DEL POPOLO DI VIA PONZIANA n° 14

Assemblea dell'Associazione "Tina Modotti"

Ordine del giorno:

Si raccomanda la massima puntualità e la massima partecipazione. L'invito è esteso ad Associazioni e ad amici/amiche con cui la "Tina Modotti" ha già collaborato o auspica una collaborazione.

FULVIO BOZZETTA

Cergoly e altro
canzoni popolari e politiche
e il mondo magico di Carolus L. Cergoly in musica

Sabato 17 settembre ore 20.30
CASA DEL POPOLO Via Ponziana n° 14 - Trieste

Fulvio Bozzetta è tra i fondatori del Canzoniere triestino. Alterna la passione per la musica popolare all’attività di creazione e arrangiamento di proprie canzoni.

Assieme a Luciana Rigotti e Susanna Lenhard, le ultime vestali della tradizione popolare triestina, cura la pagina Facebook “Brava la sessolotta”.

Ingresso a offerta libera

PROGRAMMAZIONE SETTEMBRE – DICEMBRE 2016

TUTTI GLI INCONTRI SI TERRANNO PRESSO LA CASA DEL POPOLO, VIA PONZIANA 14 – 1° PIANO, TRANNE QUANDO ESPRESSAMENTE SEGNALATO

DATE DA DEFINIRSI

CASA DEL POPOLO »G.CANCIANI«
CIRCOLO ARCI »STELLA»

SOTTOLONGERA VIA MASACCIO 24 (bus 35 – 35/)

FESTA DELL'UVA
10 -11 SETTEMBRE

LJUDSKI DOM »G.CANCIANI«
KROŽEK ARCI »ZVEZDA«

PODLONJER UL. MASACCIO 24 (avtobus 35 – 35/)

PRAZNIK GROZDJA
10.-11. SEPTEMBRA

PENTITI?

In questo caldo agosto ci sono state due notizie degne di rilievo.

Il 17 il Piccolo riporta che il ministro degli esteri tedesco Steinmeier ha dichiarato che »le manovre della NATO ai confini della Russia sono talmente provocatorie da chiedersi se la Nato non sia guerrafondaia«, il 30 invece si riporta che Marchione ha dichiarato che »non possiamo demandare al funzionamento dei mercati la creazione di una società equa, perchè i mercati non hanno coscienza, non hanno morale e non sanno distinguere tra ciò che è giusto e ciò che non lo è«.

Queste due affermazioni ci fanno piacere perche' rendono onore ai Comunisti che da sempre affermano che la NATO sia un problema e non una soluzione e che il mercato, lungi dal creare ricchezza e giustizia, altro non fa che arricchire pochi alle spalle dei molti.

Certo è strano sentirle dalle persone citate. Ma se non conoscono loro ciò di cui parlano, chi dovrebbe conoscerlo meglio? Steinmeier certo conosce benissimo la NATO e parla a ragion veduta, Marchione che nel nome del mercato ha distrutto migliaia di posti di lavoro in Italia per trasferirlo dove davano maggior profitto evidentemente sa di aver prodotto ingiustizia e iniquità.

Ma questi personaggi, dopo aver riconosciuto gli errori passati, si sono forse dimessi? Hanno iniziato politiche diverse da quelle di prima? Assolutamente no: la Germania rimane nella NATO e la FCA ex FIAT continua a perseguire l'efficentismo per fare profitti. La soluzione dovranno essere altri a trovarla ora come in passato i Comunisti sono presenti, oggi anche con queste due autorevoli conferme in più.

Il segretario provinciale Peter Behrens

Gli uffici della Federazione rimarranno chiusi dall'1 al 22 di agosto.

Uradi federacije bodo od 1. do 22. avgusta zaprti.

RIFONDAZIONE COMUNISTA IN FESTA

SAGRADO 28-29-30-31 LUGLIO 2016
PARCO FESTEGGIAMENTI “MILLELUCI”

Funzioneranno chioschi enogastronomici con cibi tipici friulani e vini locali. Spazio birreria

COMUNICATO STAMPA

A dodici anni dalla morte della lavoratrice interinale Marianna di Domenico

Il 21 luglio 2004 Marianna di Domenico, lavoratrice interinale di Pasta Zara, perdeva la vita nel corso del suo turno di lavoro, schiacciata da una pressa. Marianna lavorava come interinale per un'agenzia che non la legava direttamente alla fabbrica e che non le garantiva la tutela di un contratto nazionale e di una futura collocazione a tempo indeterminato su quel posto di lavoro. La condizione di Marianna, così come quella di buona parte dei nuovi lavoratori in Italia si basa su leggi inique, che deregolamentano gli accordi ed i contratti e che rendono stabile e perpetua la condizione di precarietà e incertezza. Il Partito della Rifondazione Comunista, rimarcando il perdurare di un sistema ingiusto che non tiene conto delle difficoltà sociali, collettive e personali delle lavoratrici e dei lavoratori che vedono quotidianamente ignorati e cancellati i diritti faticosamente acquisiti, manifesta viva preoccupazione ed indignazione per il degrado istituzionale e politico anche di questo Governo che non vuole dare una risposta seria e costruttiva a coloro che rappresentano la forza indispensabile per il suo esistere, i lavoratori, del cui benessere, salute e vita in fondo a nessuno importa.

Giovedi' 21 luglio, alle ore 10.30, saremo presenti in via Delle Saline 2, ai cancelli del pastificio Zara di Muggia, per ricordare nella figura di Marianna Di Domenico, operaia interinale, morta sul lavoro a 26 anni una mattina di dodici anni fa tutti i lavoratori morti e gli invalidi a causa di incidenti evitabili sul lavoro.

Il Partito della Rifondazione Comunista rinnova i sensi del piu' profondo cordoglio alla famiglia e mantiene fermo il proprio impegno per cancellare quelle inique condizioni di lavoro anche a causa delle quali Marianna è morta.

Invitiamo tutti i partecipanti a portare un fiore e/o una poesia a suo ricordo.

Trieste, 19 luglio 2016

Per il PRC- SE
il segretario provinciale Peter Behrens

SI’ AL RINNOVO DEI CONTRATTI!

Sono più di 8 milioni le lavoratrici e i lavoratori dipendenti in attesa del rinnovo del contratto.

Sono metalmeccanici, lavoratori del commercio e dei servizi, infermieri, medici, insegnanti.. Lavoratrici e lavoratori del settore privato e di quello pubblico, questi ultimi bloccati da 7 anni.

Per questo motivo le retribuzioni continuano a diminuire: secondo Eurostat, l’Italia insieme a Cipro è il solo paese europeo che nel 2016 ha visto diminuire la retribuzione oraria del lavoro. In tutti gli altri paesi d’Europa il salario orario è aumentato dell’1,7%.

Dietro il blocco c’è la volontà di distruggere il contratto nazionale: per ridurre e differenziare i salari, per eliminare lo strumento di solidarietà generale che unisce le lavoratrici e i lavoratori e mettere le persone in competizione l’una contro l’altra, come merci in concorrenza.

I SOLDI CI SONO!

Federmeccanica e Confindustria dicono che questo serve per affrontare la crisi, perché “i soldi non ci sono”. E’ falso. Negli ultimi venticinque anni la quota di ricchezza andata al lavoro si è ridotta di 8 punti di Pil, un’enormità! E la compressione salariale non ha fatto altro che incentivare le aziende a non investire in ricerca e innovazione. Salari bassi e mancata innovazione sono le cause principali della crisi del paese.

Il governo continua con le stesse ricette: regala soldi alle imprese e va avanti con le privatizzazioni invece di fare politiche industriali, precarizza il lavoro e dà il via libera ai licenziamenti illegittimi con il Jobs Act, non rinnova il contratto delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici.

Il governo continua a regalare risorse ai ricchi invece di redistribuire la ricchezza che c’è: l’1% più ricco della popolazione italiana detiene quasi il 15% della ricchezza, tre volte la ricchezza posseduta dal 40% più povero che ne detiene solo il 4,9%. 600mila persone possiedono 3 volte la ricchezza di 24milioni di persone!

Rifondazione Comunista rivendica:

NO ALLA MANOMISSIONE DELLA COSTITUZIONE!

In autunno si voterà sulla manomissione della Costituzione voluta dal governo Renzi. Noi votiamo NO perché questa riforma taglia la democrazia: Renzi vuole “l’uomo solo al comando”. Come è avvenuto nelle epoche più buie della nostra storia.

Non viene abolito il Senato: si abolisce il diritto dei cittadini di eleggere i senatori. Insieme alla modifica della legge elettorale della Camera per cui un partito con il 25% dei voti può avere il 55% dei seggi, si concentrano tutti i poteri in poche mani.

Renzi invece di ridurre lo stipendio dei parlamentari, abolire i vitalizi e togliere i privilegi, riduce la possibilità dei cittadini di incidere sulle scelte che li riguardano.

Renzi fa quello che ha ordinato J.P.Morgan - una delle principali banche d’affari del mondo – secondo cui le Costituzioni nate nel dopoguerra dalla sconfitta delle dittature, vanno smantellate perché prevedono “la tutela costituzionale dei diritti dei lavoratori” e “il diritto di protestare se sono proposte modifiche sgradite dell’esistente”!!!

E’ per eliminare ogni ostacolo nel portare avanti le politiche neoliberiste, che si vuole manomettere la Costituzione.

Perché mettere il potere nelle mani di pochi serve per fare gli interessi di pochi: finanza e multinazionali.

Votiamo NO al taglio della democrazia!

Per i diritti del lavoro, l’uguaglianza, la solidarietà.

Saluto al compagno Jordan

È morto il compagno partigiano (combattente nella brigata Garibaldi - Trieste) Giordano Cresti “Jordan” (11-10-1925). Attivo militante nell’ANPI e dalla costituzione iscritto e attivista di Rifondazione Comunista circolo J.Canciani di Servola, sempre presente alle manifestazioni e alle ricorrenze a dare una mano ai vecchi e un aiuto ai giovani compagni.

Pronto a parlare con tutti delle sue esperienze di vita e confrontarsi con un mondo, così diverso da quello per cui aveva combattuto. Carissimo compagno ci mancava causa la tua età da tempo la tua presenza attiva, ora possiamo dirti solo Hasta siempre e grazie.

Saluteremo il compagno “Jordan” venerdì 15 luglio dalle 10.00 alle 12.00 a Costalunga.

Il Lavoratore

È uscito il numero 6/2016 del Lavoratore: scaricatelo da qui (PDF - 287 kB).

Comunicato stampa

Il 13 luglio 1920 i fascisti triestini, guidati da Giunta, assalirono ed incendiarono il centro culturale e politico degli slavi a Trieste, il Narodni Dom noto anche come Hotel Balkan.

La costruzione, di notevole pregio e fattura, comprendeva biblioteche, teatro, sedi bancarie e di altre aziende. Fu un colpo tremendo inferto alla comunità slovena triestina. Il primo di moltissimi duri atti per cercare di sradicarla e assorbirla o deportarla. Dopo il Balkan tutti gli altri centri culturali, sportivi e musicali vennero progressivamente assaliti e distrutti nell’arco di un paio di anni, fino a giungere alla “riforma scolastica” del ’26 che eliminava definitivamente la lingua slovena dall’insegnamento nelle scuole triestine.

Quel 13 luglio fu quindi l’inizio della pulizia etnica attuata dagli italiani nelle zone appena “liberate” e “ricongiunte alla patria” e dimostrò al mondo intero quali fossero le intenzioni dei fascisti per il lro futuro. Poterono a ragione dire che a Trieste lo squadrismo ebbe il suo battesimo e la sua prima azione.

Oggi purtroppo ci troviamo ancora ad essere governati da persone che ritengono la diversità un pericolo e solo l’uniformità un pregio. Speriamo che la ragione torni quanto prima a regnare, e assicuri a Trieste, che no ha bisogno di tensioni, una situazione di pace per vivere e lavorare con serenità.

Il segretario provinciale
Peter Behrens

Ricordando la Rivoluzione francese

In occasione del 14 luglio, anniversario della Presa della Bastiglia e Festa Nazionale francese, il Circolo Cinematografico Charlie Chaplin propone giovedì 14 c.m. alle 20.45, nel cortile interno della Casa del Popolo “G. Canciani” di Sottolongera, il film “Danton” di Andrzej Wajda. Il cineasta polacco mette in scena lo scontro fra Danton, interpretato da Gerard Depardieu, e Robespierre concentrandosi soprattutto sulla psicologia dei personaggi, tratteggiati sullo sfondo di un pezzo di Storia, che diventa per il regista emblematico del rapporto tra potere ed appoggio popolare e delle contraddizioni interne a quei regimi che, in nome dell’interesse supremo della nazione e dei cittadini, scatenano forme repressive proprio di quella democrazia che dicono di voler salvaguardare. Son passati quattro anni dall’inizio della Rivoluzione e la Repubblica francese attraversa un periodo di crisi. Mentre i confini sono minacciati dalla forze realiste, la situazione interna al Paese fra povertà, carestie e lotte intestine degenera rapidamente. Danton, uno dei grandi protagonisti della Rivoluzione, rientra a Parigi allarmato dalla situazione per mettere in atto un programma di pace che metta fine al regime del Terrore. Si scatena, irrimediabile, il conflitto con Robespierre, fino alla resa dei conti.

Ingresso riservato ai soci, tesserini disponibili in sala a 15 € e valevoli dodici mesi; in caso di maltempo la proiezione verrà spostata nei locali interni.

In allegato il calendario delle proiezioni fino a dicembre.

Approvato a Strasburgo il rapporto di Eleonora Forenza (Altra Europa con Tsipras, facente parte del GUE) sui diritti umani negli accordi commerciali dell’UE

E’ stato approvato in data 5 luglio dal Parlamento Europeo riunito in plenaria a Strasburgo, a larga maggioranza, il

Rapporto di cui è relatrice Eleonora Forenza
sulle politiche commerciali dell’UE e le norme sociali e ambientali,
i diritti umani e la responsabilità delle imprese

Il rapporto è un forte monito del Parlamento europeo che chiede che sia giuridicamente vincolante il rispetto dei diritti umani, sociali e dell’ambiente, negli accordi commerciali internazionali dell’UE.

Il testo approvato chiede che ogni accordo includa una clausola giuridicamente vincolante sui diritti umani, e che la sua piena attuazione sia rigorosamente e costantemente monitorata.

Il rapporto chiede inoltre anche alla Commissione europea di agire in seno all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) per promuovere la definizione di regole applicabili per la gestione sostenibile delle catene di approvvigionamento globali delle multinazionali.

Inoltre, si insiste sul fatto che i paesi firmatari degli accordi commerciali con l’Unione europea debbano essere obbligati anche a ratificare e attuare le convenzioni fondamentali del lavoro dell’OIL, e sulla necessità di mantenere e rafforzare il ruolo dell’OIL, nel corso dei negoziati per gli accordi commerciali.

Si afferma la necessità di valutare l’impatto di genere degli accordi commerciali, sia ex ante che post.

Si chiede poi la piena trasparenza nei negoziati, che ancora manca a quelli in corso, come il TTIP e il Tisa.

La mancanza di trasparenza è infatti a nostro avviso uno dei motivi per cui le persone non hanno fiducia nella politica dell’UE. Dopo il voto sulla Brexit, l’Ue non si può continuare come nulla fosse, senza cambiare – aggiunge . l’UE non può continuare a demolire i diritti sociali e del lavoro, attraverso politiche neoliberiste ed austerità. Le persone, i loro diritti, i diritti umani e sociali, devono sempre venire prima dei profitti.

In allegato il testo del Rapporto, per chi ha più tempo e più voglia!

CONFERENZA STAMPA

Giovedì 9 giugno ore 10.30
Largo della Barriera Vecchia 15, Ip

L’Anpi-Vzpi provinciale di Trieste, assieme al Comitato referendario per il no alla riforma del Senato e per il sì alla correzione della legge elettorale “Italicum”, organizza una conferenza stampa alle ore 10.30 nella propria sede per illustrare le modalità della raccolta straordinaria di firme che avrà luogo nei giorni di sabato 11 e domenica 12 giugno.

L’iniziativa si inserisce nella campagna già avviata in tutta Italia volta ad informare sulla valenza del referendum istituzionale e sulla partecipazione diretta dei cittadini alle scelte che determineranno il futuro della Repubblica Italiana.

L’Anpi-Vzpi condivide, con larghi settori della società, una grande preoccupazione rispetto alla manomissione in particolare di due principi fondamentali della Costituzione: il bilanciamento dei poteri e il diritto di rappresentanza dei cittadini in Parlamento.

Alla conferenza stampa il presidente dell’Anpi provinciale illustrerà le modalità della raccolta delle firme e le motivazioni dell’iniziativa.

Il CIRCOLO ARCI STELLA invita presso la CASA del POPOLO “G. Canciani” a SOTTOLONGERA (Via Masaccio, 24) mercoledì, 22 giugno ore 20.30, alla presentazione del CD

»Kajuh«

(Karel Destovnik Kajuh -poeta partigiano)

musica Aljoša Saksida
segue esibizione del gruppo Ovce

DRUŠTVO ARCI ZVEZDA vabi v LJUDSKI DOM “G. CANCIANI” Podlonjer (Ul. Masaccio, 24) v sredo, 22.junija ob 20.30, na predstavitev zgoščenke

»Kajuh»

(Aljoša Saksida je uglasbil pesmi partizanskega pesnika Karla Destovnika Kajuha)

sledi nastop skupine Ovce

Per le notizie precedenti consultate la pagina dell’archivio.

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