Mozione sui fatti di Lokev
Di seguito il testo della mozione n° 22 sui fatti di Lokev depositata dal gruppo consiliare la Sinistra L’Arcobaleno stamattina al consiglio regionale del FVG (primo firmatario Igor Kocijančič). Il ns. gruppo consiliare ha presentato la mozione con l’intento di aprire una nuova stagione anche nel merito del confronto e del dibattito pubblico sui fatti del dopoguerra, partendo dal semplice presupposto che finché non sarà fatta chiarezza, il tema della memoria storica continuerà ad essere, nelle nostre terre, semplice presupposto di scontro ideologico e di rendita di posizione politica per pochi e definiti settori che traggono profitto (anche elettorale) dai processi di revisionismo storico iniziati più di dieci anni fa. A poche ore dalla presentazione di questa mozione apprendiamo che è stato imbrattato il monumento ai quattro eroi nella landa di Basovizza. Condanniamo questo ennesimo episodio di barbarie culturale e razzista e siamo ancora più convinti di aver fatto bene a presentare il testo di una mozione che non si sottrae al confronto e che propone di fare chiarezza su quanto avvenuto proprio per porre fine alle continue strumentalizzazioni di quanto avvenuto nelle nostre terre dopo la capitolazione, alla fine della guerra e nell’immediato dopoguerra.
Il Consiglio regionale del FVG
Premesso che sabato 28 febbraio 2009 una delegazione di esuli giuliani, istriani e dalmati aderenti all’Associazione Unione degli Istriani - Libera Provincia dell’Istria in Esilio di Trieste si è recata presso la foiba di Golobivnica a Lokev/Corgnale, in Slovenia, asseritamene per rendere omaggio ai caduti delle foibe e che l’iniziativa in argomento era stata preventivamente annunciata, ottenendo l’apposita autorizzazione dalle Autorità slovene;
Rilevato che in concomitanza con la manifestazione dell’Unione degli Istriani ha avuto luogo una manifestazione di protesta organizzata dagli abitanti di Lokev/Corgnale, che si sono disposti lungo il tragitto in modo da impedire il passaggio al gruppo di manifestanti dell’Unione degli Istriani e che anche detta “contromanifestazione” era stata preventivamente segnalata alle autorità;
Registrate le dichiarazioni pubbliche rese da Marko Kastelic, responsabile dell’ufficio pubbliche relazioni dell’amministrazione di polizia di Capodistria, il quale ha precisato che tra i manifestanti vi è stato contatto fisico, ma non è stato rilevato nessun atto o episodio di violenza e che la autorità di polizia presenti sul luogo hanno deciso, in base alla valutazione degli eventi in corso, di vietare lo svolgimento di entrambe le manifestazioni al fine di evitare ulteriori inasprimenti della situazione e prevenire possibili disordini;
Constatato che come emerge dalla visione di alcuni video girati sul posto e dai servizi filmati della Televisione slovena (RTV SLO1 che ha dato spazio alle varie posizioni), contrariamente ad altre versioni e resoconti dei fatti apparsi sulla stampa italiana e diffuse dall’Unione degli Istriani, la popolazione locale non ha proferito alcuna frase ingiuriosa nei confronti di chicchessia, che i bambini presenti (accompagnati dai genitori) non erano più di due e che non sono stati minacciosamente branditi bastoni o punte di ferro;
Rilevato che il richiamo esplicito alla “Libera Provincia dell’Istria in Esilio” contenuto nella denominazione dell’Unione degli Istriani dà adito a legittimi interrogativi sull’azione e gli obiettivi di questa associazione: si è voluto portare “la libertà” agli abitanti di Lokev? Si è voluto contestare i confini così come definiti dal Trattato di Pace di Parigi che, tra l’altro, sono assunti tra i valori fondativi dell’UE?;
Atteso che la pesante eredità storica esistente in quest’area geografica non manca di far affiorare, in alternanza e senza soluzione di continuità, episodi tendenti all’affermazione di idee e linee di condotta che provocano reazioni oltremodo negative ora dell’una ora dell’altra comunità e che per arrivare al superamento di tale realtà oggettiva non è sufficiente il richiamo retorico e demagogico alla necessità di una simbolica riconciliazione;
Preso atto, nello specifico, che per quanto riguarda la cosiddetta foiba di Golobivnica si sta ripetendo il gioco delle verità che non abbisognano in alcun modo di dimostrazione: secondo l’Unione degli Istriani nelle cavità vi sarebbero dei morti italiani mentre secondo altre testimonianze e fonti non vi sarebbe alcun italiano, bensì esponenti locali dell’esercito sloveno collaborazionista (domobranci) e soldati tedeschi del 1° battaglione Heine e del 136° e 139° reggimento della 188° divisione tedesca;
Rilevato, inoltre, che nella ricostruzione dei fatti occorre tener presente che la presunzione di conoscenza che si fonda su motivazioni ideologiche e su testimonianze o tesi preconcette non supportate da riscontri oggettivi non farà altro che alimentare ulteriori divisioni e recriminazioni senza portare alcun contributo reale all’obiettivo perseguito della riconciliazione e della ricostruzione quanto mai oggettiva della memoria storica di queste terre di modo che appare doveroso accertare quanto si presume sia contenuto delle foibe e delle voragini presenti nella nostra area ristretta, sia su territorio italiano che su territorio sloveno;
Considerato che il 29 ottobre 1996 è stato firmato tra i Governi di Italia e Slovenia un accordo sulla sistemazione delle sepolture di guerra e che all’art. 10 di detto accordo si prevede che “l’esumazione e la traslazione dei resti mortali delle vittime di guerra vengono condotte e sorvegliate da un’apposita Commissione paritetica”;
Considerato che per la Repubblica Italiana fanno parte di detta Commissione permanente i rappresentanti del Commissariato generale per le onoranza ai caduti in guerra;
Dato atto che tanto nella Golobivnica quanto nello Šoht (detta foiba di Basovizza) e nella Prazna jama v Bršljanovci (detta foiba n. 149) ci dovrebbero essere anche resti mortali di soldati germanici, al cui recupero è interessata la Volksbund Deutsche Kriegsgraberfursorge;
Tutto ciò premesso
il Consiglio regionale del FVG
Impegna
la Giunta Regionale
- Ad attivarsi presso il Governo italiano affinché si faccia promotore presso i Governi della Repubblica di Slovenia e della repubblica Federale di Germania per provvedere in forma congiunta all’esumazione di tutti i resti mortali di civili e di militari esistenti nelle tre cavità indicate in premessa e dare loro degna sepoltura come richiesto da molti parenti delle vittime e promesso dal Ministero della Difesa il 4 e il 12 dicembre 1959 agli onorevoli Giorgio Almirante e Riccardo Gefter-Wondrich.
- Ad attivarsi presso il Ministero degli Affari Esteri affinché intervenga presso l’Unione europea per coinvolgere nella commissione congiunta rappresentanti di altri paesi dell’UE, con funzioni di osservatori.
- A concorrere, almeno parzialmente, alle spese per le esumazioni nelle due voragini in territorio italiano, profonde rispettivamente più di 200 e di 100 metri.
- Ad informare quanto prima il Consiglio regionale delle iniziative intraprese.
Igor Kocijančič
Roberto Antonaz
Stefano Pustetto
Presentata alla Presidenza il 16/03/2009